27 agosto: STEFANO BELLANI SHOW

Stefano-Bellani

Stefano Bellani, cabarettista pisano,

noto al grande pubblico per la sua partecipazione a Zelig

noto agli amici del Fortino perché da noi c’è già stato e ci ha fatto tanto divertire

A LUI E’ AFFIDATO IL GRAN FINALE DI QUESTA EDIZIONE DI MARINA SLOW!

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26 agosto: Le acrobazie della cultura

lunedi 26 agosto, ore 22

Le acrobazie della cultura nella Marina di Pisa del primo novecento

 

Alessandro Garzella, Giulia Paoli, Francesco Bottai, Marco Azzurrini, Fiorenza Messicani , Fabio Rossitto, Fabiano Corsini

e con ASTORE RICOVERI narratore

marina 1928

un racconto arricchito da musiche, interviste, immagini, con il video dello spettacolo “Marina 1928” reppresentato da Animali Celesti il 4 maggio al Bagno Gorgona.

(la storia narra di Girolamo Li Causi ed Hena Viatto, dirigenti comunisti in clandestinità, arrestati a Marina proprio nel 1928. La rivisitazione dei luoghi dove avvennero i fatti e l’incontro con Giuseppe Viviani sono occasioni per rievocare il clima di una stagione, ormai al tramonto già in quegli anni, veramente epica.

 

Astore Ricoveri, 71 anni,

è un attore pisano di grande talento.

Negli anni 60 debutta col teatro militante della Cmpagnia Noi, prosegue con il teatro di strada affiancando Alessandro Garzella, nei tempi in cui emergevano Paolo Pierazzini e Roberto Bacci. Dopo un lungo periodo di silenzio da qualche anno sta regalando agli appassionati straordinarie performances di lettura e inerpretazione, fuori dagli schemi dello spettacolo presenzialista e commerciale.

25 agosto DOVE VA L’AMERICA LATINA?

americalatinaDIALOGHI, 25 agosto, ore 21

DOVE VA L’AMERICA LATINA?

un continente sospeso

Un continente straordinario pieno di spazi, di colore, dove l’orizzonte è davvero l’orizzonte, dove il ritmo è in tutte le cose e le persone, dove la natura si manifesta nei modi più dolci e più violenti, con tante risorse e dove il percorso verso una vita migliore è lungo e faticoso.”

All´apparenza quanto accade in America Latina potrebbe sembrare una realtà lontana. Ed è forse per questo che poco si sa di quello che succede là , e di come stia mutando la geografia politica di quel continente, sensibile a quello che accade negli equilibri tra i grandi poteri che dominano il mondo.

DIBATTITO CONDOTTO DA RACHELE GONNELLI (Il Manifesto),

con Mauro Castagnaro ( missionari saveriani), Geraldina Colotti (giornalista, in collegamento del Venezuela), Maurizio Vernassa (Università di Pisa)

21 agosto : buono pulito e giusto

bpg

DIALOGHI (ore 21)

buono pulito e giusto:

CIBO, AGRICOLTURA CONTADINA, SOVRANITA’ ALIMENTARE

Maurizio Gioli (Agronomo) ,  Fabrizio

Manfredi (Ambientalista), Silvia Rolandi (Slow Food),  Stefano Berti (Confederazione Agricoltori), Franco Cioni (Unicoop Firenze)

 

 

24 agosto, UN PARCO NEL CUORE

per l’ APERILIBRO del 24 agosto

Mariachiara DE NERI  presenta

UN PARCO NEL CUORE; il bel libro di Fabrizio Manfredi, per molti anni presidente del Parco Migliarino Massaciuccoli San Rossore.

Alle 18,30, nell’area dei libri.

36-tenuta-di-san-rossore---cascine-nuove-21229_San-Rossore-PisaParco-Torre-del-Lago-foto-di-Letizia-Tassinari

25 agosto EL GUERRILLERO HEROICO

che

25 agosto ore 18,30

inaugurazione affresco

nel giardino del Fortino

realizzato da studenti del Liceo Artistico di Pisa

EL GUERILLERO HEROICO

CHE GUEVARA è morto 50 anni fa-

Il mondo è cambiato, lui non è più un modello per rivoluzionari di cui si sono perse le tracce ma resta l’icona di riferimento per coloro che ancora sognano o rimpiangono una vita da ribelli contro gli oppressori, i corrotti, contro le ingiustizie e per un mondo migliore. Il simbolo delle grandi speranze e delle grandi illusioni, il monumento al desiderio vagheggiato dagli idealisti senza coraggio: morire per quello in cui si crede. E lui è morto giovane e combattendo, a 39 anni, come giovani muoiono sempre gli eroi fin dal tempo dei miti antichi.l Che è uno dei volti più famosi del mondo, forse il più famoso, e ora che si ricordano i 50 anni dalla sua morte si moltiplicano e si moltiplicheranno articoli, libri, riedizioni di libri, almanacchi e documentari. Perché?

Perché Ernesto Guevara de la Serna, medico argentino diventato rivoluzionario per combattere le ingiustizie incrociate attraversando l’America Latina in motocicletta con l’amico Alberto Granado, è ancora così celebre e celebrato? Com’è possibile che siano bastati una manciata di anni – e nemmeno di grandi successi – a farlo passare alla storia?

MOLTI ATTRIBUISCONO il mito e la gloria postuma del Che alla fotografia che gli scattò nel 1960 Albert Korda e che Giangiacomo Feltrinelli portò da Cuba sette anni più tardi, proprio alla vigilia della morte di Guevara in Bolivia. Il basco con la stella, i capelli lunghi, lo sguardo intenso: è l’immagine che ancora oggi domina il merchandising in tutto il mondo, dalle magliette ai poster, dai portachiavi alle tazze alle spille. Probabilmente è vero: con quell’immagine Ernesto Guevara non è più – non è solo – il militante che si unì a Fidel Castro in Messico, sbarcò a Cuba sul Granma e condivise con quel gruppo di rivoluzionari la resistenza sulla Sierra Maestra e poi l’impresa vittoriosa. E non è nemmeno il Guevara del tempo di quella fotografia, ormai diventato presidente della Banca centrale di Cuba e poi ministro dell’Industria e dell’Economia dopo aver guidato per mesi i processi sommari e le esecuzioni dei vertici dello Stato e delle forze armate fedeli al regime di Batista.

IN QUELL’IMMAGINE è semplicemente il Che, l’archetipo del martire giovane in nome di ideali che non muoiono mai. Bello, misterioso, affascinante come nessun rivoluzionario era mai stato prima. Almeno da quando una foto ha potuto fare la differenza. È, in fondo, l’immagine perfetta calata in un’epoca che aspettava un simbolo, un’icona: la fine degli anni Sessanta, altri ribelli – i giovani – che aprivano un gigantesco conflitto generazionale e reclamavano il loro posto nel mondo, anche mettendolo di fronte al senso di ingiustizia per il destino di popoli immolato sull’altare delle ideologie, di emarginati condannati alle prevaricazioni.

Quando il mondo è cambiato e sono svanite le illusioni, il Che è rimasto. Solo con quella fotografia. C’è chi la considera un patetico residuato abilmente sfruttato dal marketing, un cimelio pop replicato e inflazionato come una Marylin di Warhol e svuotato di ogni significato. O paccottiglia da turisti sognatori fuori tempo massimo, mojito sul tavolo e sullo sfondo le languide note della canzone del Che, il querido comandante. Ma forse non è così. La juventud rebelde, come dicono a Cuba, la gioventù ribelle esisterà sempre, forse anche solo come declinazione un po’ ingenua di quelle pulsioni e di quei sentimenti che accompagnano i ragazzi verso l’avventura della vita. Ed è per questo che esisterà sempre, almeno per loro, quell’immagine del Che, il guerrillero heroico.

 

 

COSA RESTA DEL CHE?

Gli eroi sono tutti giovani e belli
e le idee di libertà non muoiono mai

Schermata 2019-07-23 alle 09.50.15

 

25 agosto , ore 22: VIOLETA

VIOLETA

GIUDITTA SCORCELLETTI E MAURIZIO GERI

Omaggio a Violetta Parra

INGRESSO LIBERO

 

Un omaggio a Violeta Parra, la cantante e compositrice cilena (l’autrice di “Gracias a la vida, per esempio) attraverso il racconto musicale di due fra le più note e apprezzate voci del folk toscano.

Testi bellissimi e melodie indimenticate che si intrecciano con la vita (spesso difficile) di una grande artista.

 

Giuditta Scorcelletti è la voce femminile del canto popolare toscano, interprete di brani tradizionali riscoperti attraverso una ricerca che ne rende attuale la sonorità e che esalta una voce melodica e cristallina. Candidata ai grammy 2015 nella categoria folk per l’interpretazione di ballate scritte dall’inglese Michael Hoppé, è stata recentemente premiata a Cagliari come migliore interprete nell’ambito della rassegna dedicata ad Andrea Parodi.

Maurizio Geri, straordinario chitarrista jazz e popolare, è da oltre 20 anni una delle principali voci della musica tradizionale toscana.

Iniziata la carriera come chitarrista per Caterina Bueno, passa ad altre esperienze musicali di grande successo, come quella di voce solista e chitarrista del gruppo Banditaliana di Riccardo Tesi, e poi quella del gruppo di swing manouche, Maurizio Geri Swingtet.

 

manifestoms2019 col giallo

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